Per Milano in battello

Quale città italiana è meno legata all’idea dell’acqua se non una che non è attraversata da un fiume? Eppure a Milano i navigli sono venerati e con regolarità l’amministrazione progetta ampliamenti della rete che nell’arco del Novecento è stata ridotta a pochi chilometri qua e là nella città.

E proprio perché l’acqua è considerata la nuova frontiera che può salvare dall’inquinamento delle auto e dei camion, a Milano da qualche anno è attivo un servizio di battello che offre mini-crociere urbane proprio come a Parigi sulla Senna o a New York sull’Hudson.

Si salpa in motonave dall’Alzaia Naviglio Grande, di fronte alla bella casa di ringhiera che custodisce uno dei cortili più fotografati della città (al civico n. 4) e ci si muove in direzione sud-ovest. Un altro angolo milanese molto amato e fotografato è, dopo pochi metri, il Vicolo dei Lavandai, dove si trova intatto un vecchio lavatoio, utilizzato nel quartiere fino agli anni Cinquanta.
Proseguendo le caratteristiche case del quartiere accompagnano il viaggio fino alla chiesa di S. Cristoforo. Tutta l’area qui è interessante: a destra la chiesa, composta in realtà da due chiese adiacenti, oggi unite, che ha il primato di essere la più richiesta per i matrimoni, poi il bel ponte pedonale e tutta l’area sulla sinistra, un tempo appartenente all’immensa Richard Ginori che qui ebbe dalla fine dell’Ottocento agli anni ’70 del Novecento gli stabilimenti di produzione di ceramiche. Di questa fabbrica rimane anche l’affascinante ponte pedonale verde, visibile poco più avanti, che un tempo permetteva il trasporto dei treni dalla stazione, lungo la destra del naviglio, agli impianti dell’azienda sulla sinistra.
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Dopo aver oltrepassato numerosi bellissimi graffiti, per lo più a tema marinaro, si raggiunge l’edificio in stile eclettico della Canottieri Milano,  una delle storiche società sportive milanesi, e poi il battello torna sui suoi passi per arrivare al naviglio Pavese.
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Da qui il percorso raggiunge velocemente la chiusa della Conchetta, dove il livello dell’acqua del canale viene abbassato da un sistema creato nel Quattrocento.
Si torna, quindi, al punto di partenza, dopo un viaggio lento davvero indimenticabile.
 MI PIACE PERCHE’: la motonave procede lentamente e permette di comprendere i cambiamenti della zona che fino a 50 anni fa erano periferie povere e oggi si è trasformata nella vivace area di massima concentrazione di bar, locali e ristoranti.

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