A Monza per incontrare Teodolinda

Tutti studiamo a scuola le vicende dei Longobardi, della regina Teodolinda e della corona ferrea, nozioni che nel tempo si dissolvono lentamente fino a lasciare poche, vaghe tracce nella memoria. Ma oggi, all’interno del monumentale e bellissimo Duomo di Monza, fondato proprio dalla celebre regina e poi ricostruito nelle forme gotiche tra il Trecento e il Quattrocento per volere dei Visconti, tutto torna a galla grazie a un immenso restauro che ha portato a nuovo splendore le pitture murali della cappella a lei dedicata.

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Le pareti di questa grande cappella alla sinistra dell’abside sono completamente ricoperte da movimentate e coloratissime decorazioni che raccontano le vicende della vita, dei matrimoni, delle opere e persino dei sogni della sovrana dei Longobardi: le 45 scene dipinte sui 500 metri quadrati delle pareti sono opera della bottega dei pittori lombardi Zavattari, che utilizzarono tempere a uovo e olio, lacche, oro, argento e stagno, lavorando a questa magnifica opera tra il 1441 e il 1446.

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Da molti definita “La cappella Sistina del nord”, a causa della fragilità dei materiali usati e delle conseguenze del fumo dell’antica illuminazione a candele, dal 2008 al 2014 è stata sottoposta al lavoro di eccezionali restauratrici: oggi risplende nella sua nuova veste ripulita, tutelata dall’UNESCO che ha dichiarato Duomo e cappella Patrimonio Testimone di una Cultura di Pace per l’Umanità. E proprio per proteggere e mantenere il più a lungo possibile l’affascinante risultato dei restauri, non è permesso fare foto e la visita è obbligatoriamente guidata e controllata.

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Addossato alla parete di fondo si trova un semplice sarcofago con le spoglie di Teodolinda, ma è un’altra la vera protagonista all’interno di queste mura: la mitica corona ferrea. L’importanza e l’unicità di questo prezioso oggetto sono avvolte nella leggenda: si narra, infatti, che sia stata forgiata con uno dei chiodi della crocifissione, recuperato in Terra Santa da Elena, madre dell’imperatore Costantino, e donato due secoli dopo a Teodolinda, che fece realizzare la corona. La leggenda non si ferma qui: si narra, infatti, che nel XII secolo proprio la parte di corona composta dal ‘ferro’ sia stata rubata e che da allora, quindi, di quella reliquia non ci sia stata più alcuna traccia. Questa assenza, tuttavia, non fece diminuire la sacralità della corona, tanto che dopo l’utilizzo da parte dei Longobardi continuò ad essere utilizzata per l’incoronazione di tutti i sovrani d’Italia, tra cui anche Carlo Magno e Napoleone. Questa magnifica corona d’oro con pietre e smalti, bellissima e carica di storia (anche al di là del suo valore sacrale) oggi è custodita in una teca al centro della cappella di Teodolinda, e insieme alla splendida decorazione pittorica delle pareti rende questo spazio un’indimenticabile meraviglia di grande impatto visivo ed emotivo, trasformando Monza da città del Gran Premio a città d’arte.

 

http://www.museoduomomonza.it

http://www.duomomonza.it

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