NELL’ITALIA DEL CINEMA

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Le città e i paesaggi naturali italiani sono sempre stati utilizzati come set dal cinema internazionale, ma oggi che il cinema italiano ricomincia ad essere apprezzato in tutto il mondo grazie a registi come Paolo Sorrentino, Gabriele Muccino e Matteo Garrone, vale la pena ricordare che il nostro Paese è anche ricco di bei musei dedicati alla cosiddetta settima arte, luoghi che non solo raccolgono pellicole, locandine e macchinari, ma soprattutto rievocano l’atmosfera magica del cinema del passato e del presente.

Il più famoso è quello di Torino, che non a caso è il Museo Nazionale del Cinema: quando aprì nell’attuale sede della Mole Antonelliana, nel 2000, furono chiamati un architetto e uno scenografo ad allestire il bellissimo percorso che si sviluppa su diversi piani, tra strumenti storici, impianti scenografici, manifesti e proiezioni.

Anche Milano, capitale del cinema muto con gli studios, oggi scomparsi e dimenticati, nel quartiere Bovisa, ha il suo piccolo Museo Interattivo del Cinema, collocato negli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi. Qui tutto è interattivo: il visitatore può doppiare con la sua voce un pezzo di film, modificare a suo piacimento locandine d’epoca e scoprire sulla mappa quali film sono stati girati in città.

Nella capitale sono visitabili in parte gli studi di Cinecittà, oggi sempre attivi nella produzione di film e serie tv italiane e internazionali: qui gli spazi sono ancora quelli degli anni Trenta, quando furono inaugurati, e l’affascinante percorso turistico permette di mettere piede su veri set dove toccare con mano, per esempio, le scenografie di pellicole ambientate nell’antica Roma.

A Padova il piccolo Museo del Precinema, all’ultimo piano di un palazzo quattrocentesco del centro, raccoglie una bella collezione privata di macchine e strumenti ottici del passato come la ‘lanterna magica’ e il ‘mondo novo’, con pezzi di grande importanza tra cui le stampe incise con i panorami di molte città d’Europa stampate dai Remondini di Bassano del Grappa per le ‘vedute ottiche’, divertimento molto amato nel Settecento.

 

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