Il meglio di Roma (secondo i romani)

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In una città che offre così tanto da visitare, è una buona idea affidarsi ai locali per scegliere le mete davvero imperdibili e, magari, meno battute. E che siano romani da generazioni o residenti arrivati per lavoro, amore o famiglia, i romani hanno tutti un legame con la città che li porta ad amarla (e talvolta a odiarla) follemente, senza mezze misure. Per redigere una top 10 delle attrazioni della città più bella del mondo, allora, mi sono affidata, oltre al mio giudizio, ai consigli di tante persone che quelle strade, antiche e moderne, le percorrono tutti i giorni e la cui visione del bello della capitale va molto oltre i canonici Colosseo, Fori Imperiali, Musei vaticani e San Pietro.

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I caratteristici vicoli di Trastevere sono ormai inflazionati, troppo noti e frequentati, ed ecco che diventa più interessante passeggiare in quartieri dallo spirito originale come la popolare Garbatella, diventata famosa grazie alla serie tv I Cesaroni, con le graziose casette degli anni Venti; oppure all’Eur, con le sue bianche architetture di matrice razionalista, che ormai hanno perso la memoria politica e sono dei veri e propri monumenti.

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Tra i musei, per evitare le infinite code per l’ingresso ai meraviglios
i Musei Vaticani, il visitatore si perde nell’incanto di luoghi meno affollati come la Galleria Doria Pamphilj, elegante pinacoteca in un palazzo del Cinquecento, e la Centrale Montemartini, dove le statue dell’antica Roma si alternano agli impianti della ex centrale elettrica.
Molte chiese sono nell’elenco dei must delle guide turistiche, e sono quelle più conosciute; non così, invece, molte altre, altrettanto interessanti, come Santo Stefano Rotondo, dalla bella forma circolare che ha anche nel nome, e la bianchissima basilica dei santi Pietro e Paolo, amata per i matrimoni.

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Oltre alle innumerevoli fontane e piazze, i parchi sono amati e frequentati grazie al loro connubio di natura imponente e arte: villa Celimontana, per esempio, o il roseto comunale, oppure lo spettacolare giardino degli aranci, il cui vero nome è parco Savello, in cima all’Aventino e con vista sul cupolone di San Pietro; è considerato una specie di parco anche il delicato cimitero acattolico di Testaccio, con i pini marittimi che custodiscono le tombe dei poeti inglesi Keats e Shelley e la vista sulla piramide Cestia.
Grazie ad Andrea Doretti per le foto dell’Eur.

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