Alla scoperta della magia del violino

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Pur nell’incertezza su chi sia il responsabile della sua invenzione, che sia Gasparo da Salò oppure Andrea Amati a Cremona, la produzione di violini è da sempre una questione italiana. Lo dimostra il fatto che l’Unesco abbia inserito il ‘saper fare liutaio di Cremona’ nella lista del Patrimonio immateriale dell’umanità e che a Cremona siano ancora attive ben 150 botteghe di liuteria.
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E nella città del torrone c’è anche un bellissimo Museo del Violino che custodisce gli strumenti più preziosi al mondo, dove vale davvero la pena andare ad ammirare, nella suggestiva sala 5, pezzi rarissimi del Cinquecento e Seicento realizzati dalle famiglie Amati e Guarneri, oltre che dal celebre Antonio Stradivari. Sono vere e proprie opere d’arte anche solo da guardare, mute, custodite dentro protettissime teche: la lavorazione del legno, la firma del liutaio, le corde in budello, sono solo alcune delle caratteristiche che li rendono così speciali.
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Il violino è protagonista anche a Genova che, in una sezione del museo di Palazzo Tursi, rende omaggio al mitico Niccolò Paganini (1782-1840), il violinista più virtuoso di sempre: del musicista genovese qui è conservato quello che lui definiva, per la potenza di suono che ne fuoriusciva,  il “cannone”, e che guarda caso era una creazione del cremonese Giuseppe Guarneri.

 

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